Tagli, ritagli e..frattaglie (le nostre?)

Ottobre: tempo di legge Finanziaria o, se volete, di Legge di Stabilità, come si chiama adesso, ma il risultato non cambia: si torna puntualmente a parlare di tagli alla Sanità. Altrettanto puntualmente il ministro di turno si straccia le vesti, affermando che non è possibile, che più di così non si può e… bla,bla,bla. Altri ministri suoi colleghi invece sostengono che ci sono sprechi ed inefficienze da colpire e..bla,bla,bla. E i cittadini? Non lo sappiamo, i cittadini sono troppo numerosi per poterne conoscere il pensiero ed i sondaggi, in genere, sono tanto attendibili quanto le dichiarazioni dei redditi dei sondaggisti. Però, se possiamo farci un’idea  dai discorsi che animano le nostre cerchie e dai commenti che troviamo in giro sulla Rete sembrerebbe che, secondo il tradizionale costume italico, si schierino su due fronti contrapposti. Da una parte ci sono quelli che, denunciando sprechi, malversazioni e corruttele, ritengono inaccettabile ogni ulteriore taglio alla spesa sanitaria. Dall’altra parte, invece, ci sono quelli che sostengono che non è più economicamente possibile sostenere un S.S.N. universalistico, cioè rivolto a tutti i cittadini. Secondo costoro occorrerebbe bensì stabilire un livello minimo di assitenza da garantire a tutti, specie gli indigenti, ma, superato quello, il cittadino dovrebbe pagare le prestazioni sanitarie. E a giudicare dal tono e dalle frequenti invettive che condiscono i commenti, l’argomento è forse uno dei pochi temi di interesse pubblico in grado di suscitare ancora passione e  partecipazione.

L’impressione è che la scelta del fronte sul quale schierarsi sia spesso dettata dalla situazione personale, al massimo familiare. Probabilmente il livello di reddito e di salute incidono in maniera rilevante sull’atteggiamento assunto su questo tema. Potremmo immaginare un piano cartesiano, che avesse sull’asse delle ascisse il livello di reddito e su quello delle ordinate il livello di salute, e associare le diverse possibilità ai quattro quadranti i cui vertici esterni corrisponderebbero alle situazioni estreme: max reddito e max salute; min reddito e max salute; max reddito e min salute; min reddito e min salute. All’interno troverebbero posto categorie come il manager in carriera e il giovane operaio, il generale in pensione e il “barbone” senzatetto. Ci piacerebbe sapere come i nostri lettori distribuirebbero le diverse categorie e se magari hanno in mente una rappresentazione più efficace per questa questione. Aspettiamo il vostro contributo, scriveteci!

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