Lo sconto

La sanità non è fatta solo di visite, esami, diagnosi, ricoveri, terapie, medicine, ecc, ma anche di soldi. In quella privata molto spesso in “nero“. Di questo malcostume, anzi di questa illegalità, ci siamo già occupati in un post di qualche tempo fa ed oggi ci ritorniamo grazie al racconto di una cliente di uno studio specialistico in provincia di Treviso. 

 

Confesso, ero distratta, prima confusa dalla musica ambient, nel tempo di attesa, e poi dalla visita medica, che peraltro mi aveva pure delusa  (credo infatti che il professionista non abbia affatto preso il controllo della situazione e, anzi, che neppure abbia afferrato la questione).

Ora sono al cospetto della segretaria, per pagare, e non vedo l’ora di poter andar fuori, a immaginare un piano B. Così, quando arriva la domanda “la ricevuta le serve?” (con la faccia di chi aggiunge “certo che no, cosa se ne fa lei della ricevuta?!?) mi si è attivato un frame inappropriato che ha implicato qualche secondo di esitazione.

Deve essersi trattato, però, di attimi molto eloquenti per la signora che avevo di fronte (bella e in bianco, ben seduta al banco dell’elegante reception, su di un pc con dentro tutti i miei dati, cioè la mia storia, clinica, va bene, ma sempre storia è, e sempre mia).

Ebbene, la signora avrà creduto che il mio indugiare corrispondesse ad un atto negoziatorio, perché ha aggiunto “sono cento euro” (“fiuuuh! in tre mesi solo un lieve aumento, benone” ho pensato) ma poi ha proseguito con: “e centocinquanta se le serve la ricevuta” (aggiungendo, da dietro gli occhi, col giusto stupore: “e ci pensi anche!! ma sei cretina??”).

Sono stata qui già per altre tre visite in meno di un anno e questa è la prima volta che si mette in atto un simile tentativo di corruzione (perché di questo si tratta: corruzione) nei miei confronti. Ma è anche la prima volta che mi si chiede tutti ‘sti soldi.

Ho solo cento euro, in tasca. E cento nel conto in banca. Siamo a fine mese ed è stato un mese disastroso: che lo sappiano anche loro?!? (nonna Licia, dai suoi 85 anni pieni di passaggi di scena, direbbe seria: “scusami se ti faccio una domanda stupida ma… dal computer o, come dite voi, da l’internèt, queste cose si possono vedere?”, mentre un tempo avrebbe solo detto scherzando: “mi hai forse guardato nel portafogli?!?”).

Beh, venendo al pratico, nel caso non mi servisse la ricevuta, ci arriverei a pagare in contanti, giusti giusti. Se la ricevuta invece “mi serve”, bisogna ricorrere alla carta di credito e quindi poi il conto andrebbe in rosso.

La prima ipotesi mi sembra al momento la più sensata, e credo lo sarebbe per chiunque avesse un minimo di dimistichezza col “valore dei soldi”, come si dice, o avesse – sempre come si dice – “la testa sulle spalle”, cioè fosse dotato di un po’ di responsabilità verso i propri beni, la famiglia e blablà, insomma cose necessarie in questo paese di “NOI ci rimbocchiamo le maniche e VOI invece mai”.

C’è però che la differenza tra i due importi è stupefacente. Mai avuta una proposta così, cavoli, uno “sconto” pari a un terzo del totale. E questo accresce la confusione. In questo momento l’atto mi sembra… violento, ecco, non solo disonesto; un complotto, persino: ai miei danni, contro il mio equilibrio, i miei valori, che però, forse è vero, sono un po’ troppo allineati e anche, tutto sommato, leggeri, come coltivati su un patto dove uno ci ha messo sangue e l’altro una strizzatina d’occhio.

E c’è però anche quella specie di orgoglio del sapere, che a me si sveglia sempre quando “non serve”. Guarda che io lo so, signora: il fatto che una ricevuta MI SERVA implica non tanto che essa faccia comodo a me quanto che invece dia problemi a voi. Ma no! In realtà si voleva solo agevolare me. Me?!?!

Ma chi ti conosce, chi ti ha chiesto niente, che cavolo vuoi tu, da dove sbuchi, che ruolo hai, che c’entri con me, ma ti ho scelta io? Sciò, via, pigliati la mia debit card (la credit non la volete? ma va là!) ché me ne devo andare. Aria. (c.a.)

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1 Commento

Archiviato in storie, territori, testimonianze

Una risposta a “Lo sconto

  1. care&people

    Grazie, speriamo che testimonianze come queste aiutino a riflettere tutti.

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