Dal ginecologo nel libero mercato. Che prezzo ha la salute?

Vedo la mia amica interdetta, quasi imbarazzata di fronte alla segretaria, chissà cosa si staranno dicendo…
Non ero mai stata prima in questo studio medico della periferia padovana, anche se l’avevo sentito nominare tempo fa perché, tra i vari professionisti, c’è dentro un urologo donna, specialista che all’epoca andavo cercando. Ho accompagnato la mia amica giusto perché poi dovevamo fare un giro in centro; era da un pezzo che non ci prendevamo un momento per raccontarcela.
Siamo dunque passate di qui velocemente. Lei è stata dentro un quarto d’ora circa, forse un po’ meno, mentre io attendevo nella sala d’aspetto che, tutto sommato, è piacevole, luminosa e accogliente, con citazioni da scritti famosi attaccate sulle pareti, frasi che parlano delle donne: è la prima volta che mi capita una sala d’aspetto così.
No, non ha fatto una vera e propria visita, l’appuntamento era per un colloquio, anche per questo l’ho accompagnata: sapevo che avrebbe fatto presto. E poi, sinceramente, ero curiosa di capire che ambiente è, se magari non sia il caso che venga anch’io da questa dottoressa. La mia non mi convince mica tanto, anche se ce l’ho da anni ed è difficile cambiare dopo tanto tempo, almeno per me, almeno finché tutto va bene e le visite sono dei semplici controlli annuali, più o meno di routine.
La mia amica invece ha avuto dei problemi ed è capitata qui dopo che la sua ginecologa le aveva fottuto un sacco di soldi senza risolverle niente, e con ben quattro tra visite e controlli, o forse addirittura cinque, adesso non mi ricordo di preciso quante volte c’era stata. Però so che le aveva elargito in tutto quasi cinquecento euro, senza considerare la spesa per tutti gli inutili esami che le aveva fatto fare. Sì, aveva una tariffa alta quella lì, che però, eh eh, si riduceva di un terzo se accettavi la solita proposta del “senza ricevuta”.
Per farla breve, fu un’altra amica che le consigliò questa attuale, la cui tariffa è più sostenibile e che il problema gliel’ha capito e risolto, ovviamente dopo opportuni accertamenti, seguendo una pista del tutto diversa da quella della dottoressa esosissima. Fino a poco prima di arrivare in studio me ne ha tessuto le lodi in una maniera che è sorprendente per come è fatta lei, sempre abbastanza contenuta per queste cose, e tra quello che sottolineava c’era il fatto che finora ha pagato solo la prima visita, senza che le fosse poi chiesto un euro per i successivi incontri, controlli o visione di esami. Non so la mia come si comporterebbe, ripeto: non ho mai avuto problemi tali da doverci tornare, oltre alla visita annuale. Però mi pare abbastanza assetata di soldi anche lei.
Comunque ora, vedere la mia amica così, che è quasi sbiancata davanti alla segretaria, mi fa pensare al peggio, che per esempio ci sia stato un recupero di tutti gli incontri avuti gratis. Da qui non capisco cosa si dicano, vedo che parlano mentre lei s’infila il cappotto e si riavvolge nella sciarpa, forse sta fissando un altro appuntamento… Sì, le dà un foglietto.
Non mi pareva carino avvicinarmi, sono rimasta sulla mia sedia mentre, resami conto all’improvviso che le altre donne in attesa erano, per una buona metà, panciute, m’immergevo nella questione del come ci si senta a essere seguite da una ginecologa per una gravidanza e non per un problema qualsiasi. Presto comunque la mia amica mi recupera con lo sguardo e usciamo dallo studio.

“Noi oramai non la proveremo più l’ebbrezza di venire da un ginecologo con la pancia abitata” mi dice lei appena usciamo.
“Mi hai letto il pensiero!” faccio io.
“No, era la cosa più ovvia che due della nostra età potessero dirsi uscendo da un posto così” risponde, al suo solito, dopodiché ridiamo e ci scherziamo su. Poi, prima che si faccia strada l’umana questione “fallimento sì/fallimento no”, lei torna al concreto e mi dice:
“Oh, ma hai visto che non mi ha chiesto soldi neanche stavolta?”.
“Mi è sembrato, sì, ma non era molto chiaro” rispondo.
“A posto così, mi ha detto, ti rendi conto?” fa lei.
“Ma io ti ho vista quasi sbiancare: era per questo?” chiedo.
“Sì, accidenti, ci sono rimasta, non me l’aspettavo: pensa che mi ero fatta prestare dei soldi apposta”.
“Beh, in effetti.. Non dico pagare il prezzo di una visita, ma…”.
“Sì, la mia precedente ginecologa queste cose le chiamava consulenze e la tariffa era la metà di quella della visita: sempre alta comunque, eh!”.
“A pensarci bene, anche la ginecologa di mia cognata ha una tariffa specifica per i colloqui”.
“Io non ci capisco più niente…”.
“Sì, okay, ora però non è che sei dispiaciuta per non aver pagato, eh!”, faccio, per prenderla un po’ giro.
“Ahahhahah, no no, tranquilla. Ma poi sai che ho scoperto? Che oltre a un certo numero di visite riservato a chi prenota in regime di convenzione, c’è anche un certo numero di visite a tariffa agevolata: in questo caso le visite sono fatte privatamente però, invece di 120, paghi 90, e per una visita completa di tutto!” mi spiega, sempre piena di stupore.
“Ma dai!”.
“Sì! Dipende dai giorni di anticipo con cui fai la prenotazione.. credo. Comunque mi pare un bel modo di fare marketing, no?”.
“Beh, questa cosa non l’ho mai sentita. Ma quanto anni ha la tipa?” domando.
“Mmmh.. mi pare sessanta, circa”.
“Quindi non è che abbia bisogno di farsi clienti: il suo giro oramai ce l’avrà” ipotizzo.
“Boh, forse”.
Quindi l’argomento poi s’è sviluppato tra molte sfumature, agganciandosi ad altre questioni più o meno fuori tema rispetto al pomeriggio che ci eravamo prefigurate. Fondamentalmente, quello che ci chiedevamo è: se due medici esperti nella stessa specialità hanno un atteggiamento così diverso nei confronti del compenso richiesto per le loro prestazioni, significa che uno è assetato di soldi e l’altro no? Oppure che uno ha una reputazione migliore dell’altro? O significa che uno è mosso da un più genuino amore per la propria professione rispetto all’altro? O non è che, invece, si possa ancora dire, e anche per casi così, che uno è onesto e l’altro no?
Ecco, sull’onestà s’è aperta la voragine che ha ingoiato il nostro pomeriggio.

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1 Commento

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Una risposta a “Dal ginecologo nel libero mercato. Che prezzo ha la salute?

  1. merj

    …che bel tema l’Onestà!

    Mi piace

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